Intervista al coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, Filippo Marino, alla vigilia di un 2027 carico di impegni elettorali per il savonese, con 21 comuni al voto, tra cui spicca il capoluogo Savona.
1) Filippo, nel 2027 sarà un anno decisivo per il consolidamento di Fdi nel savonese. Si vota a Cairo Montenotte in mano al centrodestra, per esempio. ma soprattutto si parla di Savona, il comune capoluogo…Quali sono le sensazioni?
“Il 2027 sarà un anno importante per il radicamento sul territorio di Fratelli d’Italia. Siamo un partito giovane e ancora con pochi amministratori. Le idee sono chiare; dobbiamo radicarci sul territorio con persone fedeli all’idea del partito e capaci. Cercheremo di mettere in campo nei 21 comuni che andranno al voto, capoluogo incluso, persone di qualità. Per quel che riguarda il capoluogo, le sensazioni sono positive, questa è l’amministrazione guidata dal centro sinistra forse più debole degli ultimi trent’anni. Io, personalmente, vedo una unione di tutti i partiti che vorranno aderire raccolte intorno ad un programma e ad un’idea di città”.
2) Cosa ha lasciato a Savona i 5 anni del sindaco di centrodestra Ilaria Caprioglio dopo tanti anni di sinistra?
“L’amministrazione Caprioglio era subentrata ad un’amministrazione di centro sinistra che aveva lasciato purtroppo un buco di bilancio molto importante, tanto è vero che il Comune era sull’orlo del commissariamento. Non sono situazioni facili da gestire, sono stati cinque anni duri, forse l’unica carenza è stata quella di non aver sufficientemente informato i cittadini di quello che si stava facendo, perché di cose ne sono state fatte tante. Nel 2021 il Comune è stato perso, lasciando alcune centinaia di migliaia di euro sul conto inattivo e molti progetti in fase di ultimazione”.
3) A livello locale, si teme che la presenza degli attivisti di Futuro Nazionale possa far perdere voti decisivi in bilico nel collegio in caso di mancanza di accordo…
“Per quel che riguarda Futuro Nazionale, anche la recente piccolissima tornata in Calabria ha dimostrato che è un partito che si sta costruendo e consolidando, però, come si è visto se il centrodestra lavora unito con programmi seri, con candidati di livello si può vincere. La posizione del partito è chiara: si continua ad andare con la coalizione che guida da anni tante regioni e che attualmente sta guidando il paese. Per quel che riguarda il mio Partito, io credo invece che la fuoriuscita di alcuni amici che hanno scelto la strada di Futuro Nazionale alla fine possa portarci anche un giovamento. Mi spiego meglio: Fratelli d’Italia in questo modo può essere anche più attrattivo nei confronti del grande popolo dei non votanti”.
4) Matteo Rosso ha dato una importante svolta a livello regionale al partito della Premier Meloni: essendo un ex Forza Italia, ha spostato i reduci di Alleanza Nazionale verso una posizione più moderata, di destra moderna. Cosa ne pensa del suo operato?
“Io ed il nostro coordinatore regionale abbiamo avuto lo stesso percorso politico: abbiamo infatti iniziato nella Democrazia Cristiana, per poi essere passati a Forza Italia, quindi siamo approdati a Fratelli d’Italia. Condivido pienamente la posizione del regionale che ha cercato di posizionare il partito verso una destra moderata popolare e mai populista; un lavoro non facile per i motivi esposti anche precedentemente. Ed il partito è cresciuto a dismisura e gestire un partito di queste dimensioni, dato e cresciuti in pochi anni, non è assolutamente facile. Ci sono stati abbandoni, ci sono e ci saranno nuove entrate, ma il giudizio generale non può che essere positivo”.
5) Come giudica il sindaco della Torretta Marco Russo in questi suoi 5 anni al Governo della città?
“Il giudizio dell’attuale amministrazione non può che essere negativo. Certamente, ora siamo già quasi in campagna elettorale, quindi si vedono asfaltature fatte anche di notte a macchia di leopardo cose già viste da sempre. Ci sono stati alcuni errori molto importanti: raccolta viabilità, la chiusura di Corso Italia ha portato problemi, e non di poco conto che tutt’ora i cittadini di Savona stanno pagando. Manca un vero progetto di città, capire dove si vuole andare bene lo sviluppo della darsena, ma Savona non può essere soltanto una città ad indirizzo turistico, bisogna trovare delle strade collaterali da unire al turismo, che ben venga e che deve rimanere. Il centro e le periferie stanno morendo, basta vedere quante serrande di commercianti si sono chiuse e mai più aperte. Questo è quello che ho detto anche in precedenza. Che cosa fare per la città di Savona? Stringersi insieme a partiti non necessariamente di una sola coalizione, forze civiche strutturare, elaborare un vero programma per questa città da presentare ai cittadini di Savona con un candidato sindaco di livello, e un progetto che finalmente riporti il capoluogo ai livelli che merita sotto tutti gli aspetti: lavoro, sport, commercio, viabilità”.
Fonte: https://www.corrieredigenova.it/ Corriere di Savona
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